BOSCOREALESILVA MALAVESUVIANO

Palazzo de Prisco a Boscoreale

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Situato in Via Luisa Sanfelice, il palazzo de Prisco rappresenta un classico esempio di opera architettonica realizzata con evidente  gusto neoclassico. Il suo nome è legato alla famiglia de Prisco, fu infatti il suo proprietario, l’ on. Vincenzo de Prisco che a fine ‘800, precisamente nel 1898 come si evince dall’incisione sul fermo portale, lo valorizzò riadattandolo al suo gusto.

Ma scopriamolo tutto nel dettaglio!

Il prospetto presenta una zoccolatura fatta di pietra lavica vesuviana scheggiata all’interno della quale si aprono le quattro  finestre dei locali seminterrati. Di forte impatto visivo troviamo uno spesso bugnato che genera intensi chiaroscuri che rendono la facciata unica nel suo genere.
Nel centro è posizionato il portale, anch’esso in pietra di lava dalla linea semplice, sormontato da capitelli stilizzati di forma geometrica che  segnano l’imposta dell’arco.

Alle estremità ci sono due ingressi secondari più piccoli impreziositi da una cornice costituita da portali recanti piedritti in pietra locale. L’edificio presenta due balconi entrambi in lastra di pietra sagomata: uno è posizionato sull’ingresso principale mentre l’altro è disposto lateralmente.

Il secondo livello della struttura  è trattato ad intonaco liscio composto da lésene sormontate da capitelli corinzi reggenti l’aggetto della cornice di coronamento, il tutto arricchito una spaziosa loggia che fiancheggia il corpo di fabbrica sul lato destro della facciata.

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foto credits torenet82.it

Ma se molto colpiti si rimane nell’ammirare la facciata esterna di Palazzo del Prisco, altrettanto affascinati si resta nell’osservare gli interni.

Dopo aver varcato infatti la soglia del portale si è subito pervasi da una dolce calma visiva che evidenzia di fatto la ricercata estraneità di questo “monastero privato” dalle case circostanti. Al piano superiore, dove sono presenti spaziose stanze interamente affrescate con raffigurazioni di stile pompeiano, è palpabile la passione e l’amore da parte dell’on. Vincenzo de Prisco per “l’ antico”.

La sua vita fu infatti caratterizzata dalla continua ricerca del fascino del passato. De Prisco guidò molti scavi archeologici a Boscoreale, Scafati e Boscotrecase tra il 1894 ed il 1900.

L’intero palazzo è decorato da pitture parietali in gran parte tratte dal repertorio decorativo della Villa di P. Fannius Synistor. Le pareti si presentano suddivise in ampi campi a fondo unito che offrono nelle edicole della zona mediana quadri aventi soggetti ispirati alla megalografia mitico-storica rinvenuta successivamente nell’oecus della villa.

Tra le decorazioni parietali si possono ammirare anche opere di più recente realizzazione attribuite a pittori quali Geremia Discanno (uno dei massimi decoratori in “stile pompeiano”) e al pittore Nicola Ascione di Torre del Greco, al quale si devono le decorazioni di alcuni quadri centrali delle lamie, realizzati nel 1906.

Le opere dell’artista torrese dai colori vivaci, tipiche del sua tecnica espressiva, rappresentano un baccanale di ispirazione pompeiana.

Non si può lasciare Palazzo del Prisco senza aver ammirato il profumato giardino ad agrumeto .
Esso è stato conservato in perfette condizioni ed, impreziosito da piante di diverse specie si presenta arredato con tavoli recanti sedili in pietra.

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