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Il porto del Granatello, perché si chiama così?

granatello

L’ area vesuviana è ricca di luoghi dove è possibile fare una piacevole passeggiata e al tempo stesso godere di scorci e panorami suggestivi.
Tra questi sicuramente possiamo annoverare il porto del Granatello a Portici.

Il “Granatello”, così viene chiamato da molti, ormai è diventato il simbolo della città di Portici, punto di ritrovo di tantissimi ragazzi e non solo, attirati dalla movida offerta dai numerosi locali e bar presenti.

Ma quali sono le origini del nome Granatello?

Questo nome si deve alla presenza di una piantagione di melograno che, partendo da Villa Menna , si estendeva fino al convento di San Pasquale (zona del litorale porticese)

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In napoletano melograni veniva detto “ranate”, quindi ecco spiegato il nome!

Ad oggi della piantagione non è rimasta traccia alcuna, essa infatti è stata totalmente distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 1631.

In effetti, nel corso dei secoli, il litorale vesuviano è stato modificato dalla lava che, in occasione delle varie eruzioni, ha raggiunto il mare fino ad inoltrarsi in esso per centinaia di metri.

Con riferimento alla storia di questo grazioso angolo vesuviano va ricordato che il porto del Granatello nel corso dei secoli ha più volte mutato funzione ed aspetto: da roccaforte marittima, a scalo Reale Borbonico, per poi divenire un porto commerciale. L’unica funzione nel tempo rimasta è quella di punto di riferimento per il mercato locale ittico.

Ad ogni modo per coloro che visitano l’ area vesuviana una tappa al Granatello non può mancare!

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