MIGLIO D'OROTORRE DEL GRECOVESUVIANO

La villa del Cardinale Spinelli a Torre del Greco

E’ vero, negli ultimi decenni la Villa del Cardinale Spinelli si è davvero ridotta male, convergendo purtroppo sempre più in uno stato di degrado e abbandono, ma come possiamo esimerci dal narrare la sua illustre storia e la bellezza architettonica e paesaggistica, che nonostante tutto sono ancora ben evidenti?

Ma andiamo con ordine…

Villa Cardinale Spinelli, meglio nota in zona semplicemente come “villa del Cardinale”, è una delle ville vesuviane dette del Miglio d’Oro, appartenente al territorio della città di Torre del Greco. Posta poco lontano dal centro storico, lungo un tratto dell’antica via Regia, oggi via Purgatorio, fu costruita nel 1744, dall’architetto Gennaro de Laurentis.
Il noto esponente del tardo barocco, costruì questa stupenda villa tra il Vesuvio e il Golfo destinandola come villa “di delizia” ad uso abitativo personale, ma solo due anni dopo finì per venderla al Cardinale Giuseppe Spinelli, da cui il nome della villa.
Come gran parte delle ville vesuviane, anche Villa Cardinale Spinelli fu utilizzata come residenza estiva dal Cardinale stesso, che all’epoca era arcivescovo di Napoli.
Una gran bella scelta appurata ancora oggi ponendosi davanti al belvedere che via Purgatorio concede nello spazio antistante alla villa stessa. Da lì si scorge l’intero golfo e alle spalle del muro perimetrale si scorge il cratere del Vesuvio. Se poniamo queste due viste dall’altezza della terrazza interna o dei balconi sul fronte strada della villa e magari in tempo in cui la città non era così urbanizzata architettonicamente, possiamo immaginare cosa può essere stata la vista e la posizione strategica dell’epoca.

Come molte ville vesuviane del 700, anche Villa del Cardinale si estende lungo la direzione Vesuvio – Golfo. Verso il primo mostra le sua parte posteriore dotata di un grande giardino, mentre verso il Golfo vi è la facciata principale e l’ingresso che da sulla strada principale.
Dall’alto si può notare la forma quasi a zoccolo di cavallo, con le due ali poco pronunciate e quella destra che sporge diagonalmente lungo l’attuale via Lamaria.
La bellezza del binomio Vesuvio-Golfo è apprezzabile al primo piano nobile, dove vi è il salone raggiunto da due scale laterali. Da quel ampio spazio rettangolare è possibile da un lato ammirare il mare dall’altro opposto il Vesuvio. Ma la bellezza non è apprezzabile solo guardando l’esterno, anche all’interno del salone sia le pareti che il soffitto presentano affreschi opera di Giuseppe e Gaetano Magri, già noti nell’ambito delle ville vesuviane e per aver lavorato con Luigi Vanvitelli. Mettendo insieme il gusto architetturale di quest’ultimo e la loro esperienza lombardo-emiliana, riescono a dar valore all’ambiente facendo sì che lo spazio diventi vera e propria esperienza sensoriale per lo sguardo.
La geometria diventa massima espressione in Villa del Cardinale anche per quanto riguarda il soffitto, dove balaustre e prospettiva mettono in correlazione la verticalità dell’ambiente con la forma cilindrica della volta.

villa del cardinale

L’esterno non è da meno in quanto a particolarità e geometrie. La facciata presenta un alto ingresso con battenti in legno e sopra di esso un arco in pietra lavica. Vi è centralmente al primo piano il balcone principale che poggia sul portone, mentre a destra e a sinistra i due ordini che recano tre balconi per ciascun piano e ciascun lato. In alto un suggestivo busto di San Gennaro benedicente, seppur ricorrente nelle ville vesuviane, questo si differenzia in quanto non ha lo sguardo rivolto verso il Vesuvio.

Oltrepassato il portone e dunque il vestibolo, sulla parte opposta si apre la vista verso il parco e il Vesuvio, anticipata da un’esedra di nicchie e altre decorazioni in pietra.
Il parco è a dir poco immenso, strutturato su più livelli. In fondo vi è una vasca con un’edicola in marmo e piperno e una statua dell’Immacolata.

Divenuta nel tempo centro per recupero tossicodipendenti, è stata in passato utilizzata anche per manifestazioni e spettacoli . Da molti anni è ormai abbandonata e dopo il crollo del sottotetto nel 2017, è stato chiesto alla Curia di metterla in sicurezza.
Un vero e proprio peccato non poter oggi usufruire e visitare così tanta bellezza.

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