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Torre Annunziata, città dell’arte bianca

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Con questo marchio di fabbrica, la città situata alle falde del Vesuvio, fu conosciuta in Italia e nel  mondo fino alla metà del 900. Una denominazione che testimonia un giudizio unanimemente condiviso da quanti riconoscevano le capacità tecniche, artigianali, di coloro che erano riusciti ad offrire un prodotto diventato di eccellenza. Tale attività vedeva il coinvolgimento di  gran parte della popolazione e la stessa città sembrava adattare le sue “forme” alle esigenze produttive, un esempio era l’asciugatura della pasta che in parte avveniva sui marciapiedi.

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antica foto di Torre Annunziata – Pastificio Setaro

Veniva a generarsi cosi’ un panorama, costituito da lunghe file di canne sulle quali la pasta veniva fatta asciugare al sole, che diveniva parte integrante del paesaggio alla stregua  del mare, del cielo e del Vesuvio.Torre Annunziata divenne una città per la pasta, perché questo fu il progetto del conte Muzio Tuttavilla quando nel XVI secolo scelse di acquistare il feudo per costruirvi il canale conte di Sarno e condurvi l’acqua per azionare i due ordini di mulini che aveva intenzione di costruire. Da allora quella è stata la sua vita e quella della popolazione, sino al pieno sviluppo, favorito nel 1870 dalla costruzione del porto, che genero’ un incremento dell’attività produttiva.

Dopo la seconda guerra mondiale,  si assistette ad un fenomeno di espansione del settore. A Torre Annunziata infatti  erano presenti ed attivi circa nove mulini e più di trenta pastifici. Purtroppo verso la fine degli anni ’50, gli industriali non seppero difendersi in maniera costruttiva dalla concorrenza nazionale, dovuta anche al mancato rinnovamento tecnologico.

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fonte web

Probabilmente si confidò eccessivamente nei fattori benevoli come clima, sole, mare e la stessa bravura degli artigiani. Senza tener conto delle macchine che, seppure con meno vena artistica della manualità, potevano replicare il lavoro che fino ad allora veniva fatto a mano, in modalità automatica ma ottenendo più quantità e prezzi minori.

Il declino della principale attività produttiva coincise con la crisi della città e del suo indotto ed alla perdita di una identità costruita in decine di anni.
Fortunatamente negli ultimi anni il settore, per quanto riguarda l’ area torrese, sembra aver avuto una rinascita grazie all’impulso di nuove “anime” imprenditoriali  che hanno investito per ridare lustro all’antica “arte bianca”

Un pensiero su “Torre Annunziata, città dell’arte bianca

  1. Mio padre Antonio, era mugnaio presso il mulino-pastificio FILIPPONE. Quanti bei ricordi! Gli portavo il pranzo avvolto in una mappatella e non mi faceva mai arrivare in fondo al viale del pastificio.

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