CINEMA E TEATRORUBRICHETORRE DEL GRECOVESUVIANO

Gennaro Vitiello e l’innovazione del teatro Esse

Arrivai al teatro Esse abituato ad avere uno spazio standard, diviso dalla gente dal sipario. Quando chiesi “dov’è il teatro”, Gennaro mi rispose che era lì, in una sorta di scantinato. Era un innovatore e quel suo modo di porre ha portato fortuna a me e a tanti come me che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e lavorarci”. Queste parole di una delle leggende del teatro napoletano come Peppe Barra ben racchiudono il senso della statura artistica e dell’innovazione che Gennaro Vitiello, vesuviano di Torre del Greco, perseguì durante la sua carriera teatrale. 

Il teatro di cui parlava Peppe Barra era lo storico Teatro Esse, fondato da Gennaro Vitiello nel 1966 all’interno di un ex deposito di legno a via Martucci a Napoli ed inaugurato nel dicembre dello stesso anno con la rappresentazione di un testo di Federico Garcia Lorca, tradotto per l’occasione da Vitiello stesso, “La magia della farfalla”. 

Gennaro Vitiello nasce a Torre del Greco il 15 ottobre del 1929. Studia all’Accademia delle Belle Arti di Napoli diplomandosi in Scenografia e successivamente intraprende la carriera dell’insegnamento presso il Liceo Artistico di Napoli. Allo stesso tempo comincia ad interessarsi al teatro ed agli allestimenti teatrali. Dopo un’esperienza parigina, nel 1965 si cimenta con la sua prima regia teatrale mettendo in scena “La Moscheta”, testo cinquecentesco di Angelo Beolco il “Ruzante”. Dopo circa un anno prende forma il Teatro Esse che diventa il fulcro di un teatro innovativo, di ricerca, che recepisce la tradizione spingendosi verso nuove frontiere espressive. Il Teatro Esse diviene presto punto di riferimento e trampolino per artisti del calibro di Peppe Barra, Roberto De Simone, Vittorio Mezzogiorno e tanti altri. Tante le rappresentazioni che si succederanno fino al 1972, tra le quali va ricordata quella de “I negri” di Jean Genet per la quale il nostro viene autorizzato dall’autore stesso a portare in scena un cast di attori bianchi anziché neri così come previsto dal testo. Gli anni Settanta vedono Gennaro Vitiello impegnato in una nuova avventura artistica, Libera Scena Ensemble. La nuova esperienza prende forma alle falde del Vesuvio, vicino al mare di Torre del Greco, sancendo un distacco dalla centralità di Napoli, in linea anche con le tendenze verso il decentramento in atto nel panorama culturale di quegli anni. In questo periodo Vitiello sviluppa a pieno la sua sensibilità attirando tanti intorno al suo spazio un vero e proprio laboratorio di sperimentazione artistica, di incontro tra varie anime, di crescita socio culturale. A ciò si aggiunge l’innata propensione pedagogica che rende Gennaro Vitiello un vero intellettuale moderno e poliedrico, mai avulso dalla realtà pur nella assoluta modernità del suo teatro. In questo periodo riesce anche  a fondare a Torre del Greco il Teatro nel Garage, dove continuano, proficue, le rappresentazioni fino al 1985, anno della prematura ed improvvisa scomparsa del maestro, che rimane ad oggi uno dei pilastri del rinnovamento culturale e teatrale avviato negli anni Settanta. Un grande vesuviano che ha lasciato tracce del suo lavoro nell’arte, nelle persone che lo hanno incontrato, nella sua città che lui elesse a centro focale della sua sperimentazione culturale e sociale.

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