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Spartaco e la battaglia del Vesuvio

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Chi era Spartaco? I molti lo ricordano come eroico schiavo che divenne simbolo delle rivolte servili che la Repubblica romana dovette fronteggiare tra il 136 e il 71 a.C. Ciò che invece molti non sanno è che la storia di questo antico rivoluzionario si è incrociata con quella del Vesuvio.

Scopriamo insieme in quali circostanze!

Molto probabilmente Spartaco nacque in Tracia nel 109 a.C. e, stando a quanto scritto dallo storico Appiano di Alessandria, divenuto un militare disertare, fu condannato alla condizione di schiavitù dai Romani e venduto come tale a Lentulo Battiato, il quale possedeva una scuola per gladiatori nei pressi di Capua (odierna zona di Santa Maria Capua Vetere).

Spartaco fin da subito mise in evidenza le sue doti di combattente che ne fecero uno dei gladiatori più noti dell’epoca. La sua nuova condizione però non riuscì a domare il suo spirito di ribellione.
Spartaco infatti ribellatosi alle condizioni imposte da Lentulo e nel 73 a. C. si diede alla fuga insieme ad altri schiavi , trovando riparo alle falde del Vesuvio, luogo che dal punta di vista logistico costituiva una scelta ottimale.
Da lì, infatti era possibile scorgere con sufficiente anticipo l’arrivo delle milizie romane.

Ma in quale punto esatto dell’area all’ombra del Vesuvio, Spartaco e gli altri ribelli si rifugiarono?

L’ipotesi è che si trovasse nei pressi della Carcava di Ottaviano, voragine generatasi da un antico cratere ormai spento .
Si consideri che in quell’epoca il Vesuvio era molto diverso da come lo osserviamo oggi, in particolare il gran cono vedrà la sua genesi soltanto nel secolo successivo, come effetto della famosa eruzione del 79 d.C. che distrusse Pompei ed Ercolano .
Di fatto il vulcano si presentava costituito dal solo Monte Somma, coperto a quei tempi da una vegetazione molto fitta e ricca di vigneti che lo facevano apparire proprio come un monte e non come un vulcano.

Le truppe romane, guidate da Gaio Claudio Glavro, ad ogni modo non tardarono ad arrivare.
La strategia romana prevedeva di circondare il luogo in cui si erano asserragliati i gladiatori ribelli, ostruendone ogni via di fuga, confidando così che la fame sopraffacesse i fuggitivi, ma non andò così…

Spartaco, al quale non mancava l’esperienza militare, mise in atto un piano ingegnoso.
I suoi uomini infatti sfruttando il buio della notte riuscirono ad aggirare l’accerchiamento calandosi con delle corde ricavate da tralci di vite da un fianco del vulcano.
Fu così che l’accampamento romano si ritrovò inevitabilmente esposto all’attacco a sorpresa!
Lo scontro, in occasione del quale le truppe romane riportarono ingenti perdite, ebbe luogo tra le attuali Ottaviano, Terzigno e Pollena Trocchia.

I luoghi di Spartaco sono tuttora visitabili.
La Carcava, prima tappa della sua marcia si trova nel Parco Nazionale del Vesuvio ed è accessibile grazie ad un percorso conosciuto proprio con il nome di “Sentiero di Spartaco” situato nei pressi di via Valle delle Delizie a Ottaviano.
Percorrendo il sentiero, disseminato di tronchi e tunnel naturali generati dalla vegetazione, sembra quasi percepire i suoni e le immagini di quella che è passata alla storia come la battaglia del Vesuvio di Spartaco.

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