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Somma Vesuviana ed il baccalà: le origini di un antico binomio

Dire Somma Vesuviana equivale a dire storia, cultura e soprattutto tradizioni. Tra queste quella della trasformazione e commercializzazione di baccalà e stoccafisso probabilmente è quella che maggiormente rende celebre l’antica città vesuviana nel mondo.

Un lungo e solido invisibile filo collega infatti l’Europa del Nord a questa realtà situata alle pendici del Vesuvio. Dalle isole norvegesi Lofoten e anche dall’Islanda di fatto ogni giorno giungono a Somma Vesuviana centinaia di lotti di queste eccellenze dei mari scandinavi, che rappresentano la materia prima di un severo e antico processo di lavorazione del merluzzo “Gadus Morhua”, una lavorazione che genera un prodotto affermatosi con forza negli anni in quell’area divenendo sinonimo di tradizione e al tempo stesso innovazione, grazie al “concept” del cubo gourmet in grado di attirare migliaia di amanti della buona cucina nei ristoranti tipici del luogo.

La storia “d’amore” tra Somma ed il binomio baccalà-stoccafisso è assai antica e suggestiva. Essa affonda le sue radici nel lontano 1500, secolo durante il quale si svilupparono i commerci, grazie al consolidarsi di rotte marittime, tra il Nord Europa ed i produttori vesuviani.

Un forte impulso all’importazione e trasformazione del baccalà (merluzzo essiccato e conservato sotto sale) e stoccafisso (essiccato, ma senza sale) fu rappresentato in prima istanza dalla Controriforma cattolica, che sancì il divieto di consumare carne nelle feste comandate.

Ma perché fu proprio nel vesuviano che si localizzò buona parte di detta lavorazione?

La risposta a tale domanda è da individuarsi nella presenza delle vicine sorgenti del fiume Sebeto, copioso di acqua necessaria alla lavorazione della materia prima importata dal Nord Europa.

Somma Vesuviana baccalà

Ancora si racconta che un importante ruolo fu giocato in tal senso dai monaci di Madonna dell’Arco, i quali predisposero ed utilizzarono le prime vasche destinate ad “ammollare” il pesce per poi rinvenirlo e rilavorarlo, nell’area corrispondente a Sant’Anastasia e Somma Vesuviana.

Dal quel momento le terre situate sotto al Vesuvio (per la precisione sotto il Monte Somma) sono divenute, grazie all’esperienza dei maestri che si sono succeduti nel tempo, luoghi di eccellenza gastronomica tanto da far sorgere un vero e proprio distretto di trasformazione nel quale sono fiorite aziende ad oggi ormai leader nel settore.

A livello nazionale i dati confermano quanto la storia ha raccontato dal 1500 in poi. Somma Vesuviana, in veste di polo del baccalà, è di fatto la maggiore realtà produttiva del Sud Italia.

Negli ultimi anni si è giunti anche alla creazione di un comitato, il «Co.Ves»., che si occupa della promozione del settore attraverso varie iniziative, una fra tante l’ organizzazione della «Festa del baccalà», che vede il coinvolgimento dei ristoratori locali nell’approntamento di piatti che vengono somministrati al momento a centinaia di visitatori.

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