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San Vincenzo Romano, lu prevete faticatore

san vincenzo romano

L’Italia, si sa, è terra di Santi, di poeti e di navigatori. E la terra vesuviana non è da meno. Dal 14 ottobre del 2018 anche la città di Torre del Greco ha il “suo” Santo, proclamato solennemente da Papa Francesco. San Vincenzo Romano è uno dei grandi simboli della città alle falde del Vesuvio, artefice della rinascita spirituale e della  ricostruzione materiale della città nei mesi seguenti alla pesante eruzione del giugno 1794. 

Vincenzo Romano, “lu prevete faticatore” così come fu denominato per la sua energica opera, nasce a Torre del Greco il 3 giugno del 1751 nella casa di via Piscopia, in pieno centro storico. Fin da giovanissimo emerge chiara la vocazione spirituale che, una volta raggiunta l’adolescenza, lo porterà a formarsi presso il seminario diocesano a Napoli. Questi anni napoletani sono importanti per Vincenzo che trova nel sacerdote oggi Beato Mariano Arciero, un maestro di grande spessore umano e spirituale. Grazie a quest’ultimo il giovane torrese comprenderà il ruolo fondamentale della catechesi e della predicazione infaticabile e fervente a favore del popolo minuto e dei più piccoli.

Nel mese di giugno del 1775, mese che ricorre spesso nella sua biografia, Vincenzo Romano viene ordinato sacerdote a Napoli, celebrando il giorno successivo la sua prima messa a Torre del Greco, sua città natale. Da qui in poi inizia una instancabile opera di predicazione, di assistenza, di sostegno morale e pratico verso il suo amato popolo. Famosa diventa la sua vera e propria azione missionaria che, attraverso lo strumento della cosiddetta “sciabica”, porta la parola cristiana nelle strade, presso il popolo e con le parole alla portata del popolo, conducendolo alla riflessione cristiana ed alla preghiera in chiesa. Segno distintivo della sua azione è proprio la capacità di parlare al suo popolo con un linguaggio autentico, alla portata di tutti, scevro da inutili arzigogoli.

casa san vincenzo romano

Quando l’eruzione del Vesuvio del giugno 1794 distrugge pesantemente Torre del Greco, “Don Vicienz”, come era amorevolmente chiamato dai suoi concittadini, si carica idealmente e quasi materialmente la città sulle sue spalle e, con il suo carisma, la sua carica spirituale e la sua tenacia implacabile, riesce a guidare la ricostruzione. 

In pochi anni la Chiesa di Santa Croce è ricostruita, più grande di prima e con il campanile dimezzato a testimonianza e monito della forza del Vesuvio e della resilienza di Torre del Greco.

Guidò la ricostruzione del tessuto urbano e di diverse altre chiese, tra cui Santa Maria del Principio. Nel 1799 divenne infine parroco di Santa Croce dove resta in carica fino al 20 dicembre 1831 quando, malato, si spegne. Anni dopo, nel 1963 sotto il pontificato di Paolo VI, viene nominato Beato. Il 14 ottobre 2018, nel corso di una Santa Messa in San Pietro tenuta da Papa Francesco, “lu prevete faticatore” è finalmente Santo, il primo parroco santo italiano.

La città di Torre del Greco ha omaggiato il suo padre spirituale con la Notte Sacra, grande evento di partecipazione popolare che ha visto coinvolte tante realtà del territorio, a tutti i livelli. La Notte Sacra si candida a divenire appuntamento fisso del calendario cittadino ed occasione per celebrare San Vincenzo Romano e coinvolgere la popolazione intorno al suo messaggio di rinascita morale e materiale. 

Il legame tra il Santo e la sua città è vivo e si materializza in tanti altri momenti come il bellissimo musical “Don Vincenzo Romano, lu prevete faticatore” che porta in scena la vita del sacerdote santo. Il suo nome ed il suo carisma rivivono anche in una prelibatezza unica, la “frolla di San Vincenzo”, gustosissima rivisitazione del dolce della tradizione napoletana, opera del maestro pasticciere Antonio Di Donna. 

Tappa ulteriore per conoscere qualcosa in più di San Vincenzo Romano è una visita presso la casa museo in via Piscopia dove ricercare le origini di una delle storie umane e spirituali più significative della terra vesuviana. Ultima, ma solo per ordine di narrazione, è la presenza di San Vincenzo Romano in terra africana. Grazie a padre Felice e all’Associazione Famiglia D’Africa, in Uganda è presente una chiesa dedicata al Santo e tante sono le opere compiute e ancora in corso, volte al sostegno della popolazione locale nel nome di San Vincenzo.

2 pensieri su “San Vincenzo Romano, lu prevete faticatore

  1. San Vincenzo Romano fu ordinato sacerdote a Napoli il 10 giugno 1775 il giorno dopo 11 giugno 1775 celebrò la Prima Messa in S.Croce a Torre del Greco

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