CASTELLAMMARE DI STABIAPIANA DEL SARNOTORRE ANNUNZIATAVESUVIANO

Rovigliano: uno “scoglio” con tante storie da raccontare

rovigliano

Un piccolo luogo intriso della magia del golfo in cui si trova e delle leggende che reca da secoli, Rovigliano, o meglio lo scoglio di Rovigliano come è noto a tutti i vesuviani. 

La storia di questo luogo, situato tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, è ancora oggi, nell’immaginario popolare legata ad una figura femminile. Siamo nel IX secolo: i Longobardi occupano la zona di Castellammare di Stabia capeggiati dal conte Orso. Questi, insieme alla moglie Fulgida ed al figlio Miroaldo, stabilì la sua residenza a Rovigliano. Proprio Donna Fulgida, bellissima e generosa, legherà per sempre il suo nome a questo piccolo gioiello del Golfo di Napoli: infatti, quando i temibili Saraceni attaccarono l’area stabiese, avendo vita facile con i soldati longobardi, scardinando la strenua difesa che il conte Orso guida proprio dalla fortezza di Rovigliano pagando con la sua stessa vita, la stessa Donna Fulgida fu trafitta da una lancia.
La leggenda vuole che la donna, sopravvissuta al colpo e risvegliatasi in un campo di morte, abbia preso a vagare come spettro sull’isola cercando disperatamente marito e figlio accompagnata dalla danza dei gabbiani. Una presenza che il racconto popolare vuole ancora vagante e disperata tra le pietre di Rovigliano. 

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Quella di donna Fulgida non è l’unica leggenda legata a Rovigliano. Anche l’origine di questo isolotto affonda le radici nel mito che narra di Ercole che, al ritorno da una delle sue immani fatiche, prima di fondare Ercolano e Stabiae, stacca la cima del Monte Faito e la lancia nel Golfo di Napoli dando inizio alla storia di Petra Herculis

Una nascita mitica per l’isolotto che non ha origine vulcanica ma sedimentaria di tipo calcareo e probabilmente proprio questa composizione delle rocce, molto simile a quella dei vicini Monti Lattari, ha dato adito alla leggenda della Petra Herculis. 

Successivamente la pietra cambiò “titolare”: infatti, dopo la presunta morte di Plinio il Vecchio proprio in questo angolo del golfo di Napoli, venne denominata Pietra di Plinio. 

Si comincia a parlare di Rovigliano o meglio di Rubellanium con Papa Innocenzo III che ne scrive delineando un confine tra le diocesi di Napoli e Nola. L’origine del nome potrebbe risalire al nome di una famiglia romana oppure al console Rubelio, proprietario dell’isolotto.  

La storia di Rovigliano vede numerosi cambi di funzione, da residenza privata a monastero fino a divenire, nel corso del 1500, una fortezza difensiva dalle incursioni saracene. I resti della torre di avvistamento costruita all’epoca sono ancora oggi visibili. Nel 1861, con l’Unità d’Italia, Rovigliano passa al demanio e viene venduto successivamente a privati. Ad oggi, l’isolotto rappresenta, per la particolarità delle storie ad esso legate e per la sua posizione, un piccolo scrigno posizionato nel golfo di Napoli, accanto alle più celebri sorelle maggiori Capri, Ischia e Procida. 

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