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Quando Mozart suonò a Portici

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Genio assoluto, artista immortale, la sua musica è patrimonio dell’umanità. Wolfgang Amadeus Mozart nasce a Salisburgo, in Austria, il 27 gennaio del 1756.

Figlio di Leopold, austero maestro di Cappella del Cardinale di Salisburgo ed eccelso violinista, cresce da enfant prodige sorprendendo con il suo cristallino talento musicale fuori dal comune.

Ancora bambino, intraprende insieme al padre ed alla sorella Marie Anne, anch’ella prodigio della musica e di quattro anni più grande, vari tour delle corti europee, anche per estendere le conoscenze musicali. Il primo periodo all’estero, all’età di sette anni dura circa tre anni, dal 1763 al 1769, e si svolge tra Germania, Belgio, Francia, Inghilterra, Olanda e Svizzera. Il severo Leopold mostra il suo piccolo prodigio ricavandone onori e denaro e alimentandone già la leggenda.

Mozart arriverà anche alle falde del Vesuvio, presso la Reggia di Portici, residenza del Re Carlo di Borbone e della sua corte.

Nel dicembre 1769 i Mozart arrivano in Italia e fanno tappa in varie città, tra cui Napoli, capitale indiscussa della musica europea, fulcro dell’opera e dell’insegnamento di tantissimi magistrali compositori e tappa obbligata per chi, come i Mozart, intraprendeva un tour per allargare i propri orizzonti culturali e musicali.

Il 14 maggio dell’anno 1770 i Mozart giungono a Napoli. Il 18 Maggio hanno l’opportunità di conoscere, dietro presentazione del cardinal Pallavicini conosciuto a Roma, il Marchese Bernardo Tanucci, personalità politica e culturale di grande spicco del Regno borbonico di Napoli, nel quale ricopriva l’incarico di Primo Ministro.

Alla Reggia di Portici ed al cospetto della regina Maria Carolina D’Asburgo, viene introdotto grazie alla presentazione di Lord William Hamilton, conosciuto durante il soggiorno londinese e nella residenza napoletana, il Palazzo Serra di Cassano a Monte di Dio, suonò incantando i presenti. A Napoli si esibì nelle residenze della nobiltà più in voga all’epoca. In particolare, il concerto che i Mozart tennero presso la residenza della principessa di Belmonte passerà alla storia per il grande successo e l’eleganza della location e del contesto. Durante il soggiorno napoletano il giovane Mozart ebbe modo di appassionarsi al genio musicale di Pergolesi e Paisiello, che lo colpì in modo enorme, e diversi altri compositori napoletani come Cafaro, de Majo, Traetta, e di conoscere il celebre principe Raimondo de Sangro di Sansevero, con il quale stringerá un rapporto di amicizia molto forte.

A Portici, nella regale cornice della Reggia sul Miglio d’Oro, esegue dei componimenti all’organo situato nella cappella di Palazzo.

Il soggiorno alle falde del Vesuvio fu occasione per Mozart di conoscere anche i mirabili tesori storici e artistici dell’area. Accompagnato da Lord Hamilton, appassionato di archeologia, visitò gli scavi di Pompei e di Ercolano, rimanendo altamente colpito dalla storia dei Papiri Ercolanesi grazie al racconto del principe di Sansevero. Conobbe Villa Prota, posta al confine tra Torre del Greco e Torre Annunziata, ospite del padrone di casa il colonnello Moscati, dove entusiasmó suonando alcuni componimenti. Risalí poi il Vesuvio per scoprirne la straordinarietà.

Dopo essere ripartito alla volta di Roma, dove papa Clemente XIV lo fregia del titolo di Cavaliere dello Speron d’Oro, nel gennaio del 1771, ritorna, sempre con il padre e la sorella, a Napoli ed a Portici, dove tiene un concerto alla presenza della regina Maria Carolina d’Asburgo e della cerchia ristretta della sua corte. In questi soggiorni napoletani e porticesi non riuscì ad esibirsi alla presenza del re, che intravide solo nella Reggia di Portici, probabilmente perché, secondo i canoni dell’epoca, non aveva ancora lo spessore e la fama per suonare al cospetto del sovrano.

Mozart tornerà poi una terza ed ultima volta a Napoli dove terrà un concerto a Palazzo Maddaloni di Carafa e dove, appresa la notizia della morte del suo amico Principe di Sansevero, vorrà omaggiarlo a modo suo con la piccola composizione “Marcia del Principe”, in suo onore e memoria.

Il soggiorno napoletano non sfociò per il giovane Mozart, che pure arrivò ad essere in poco tempo molto noto ed apprezzato, in commissioni o scritture, anche a causa della grande mole di compositori di altissimo livello che animavano in quel momento la città di Napoli e che fecero forse passare in secondo piano il genio austriaco.

Ma il soggiorno napoletano ed alle falde del Vesuvio rappresentò per Mozart una pietra miliare nella propria formazione ed un gradito ricordo che gli farà esprimere, anni dopo, in uno scritto, di provare nostalgia per Napoli e per i momenti vissuti nella capitale del Regno.

Ebbe anche a scrivere, a testimonianza della sua consapevolezza circa l’importanza di Napoli: “Quando avrò composto un’opera per Napoli mi si ricercherà ovunque: con un’opera a Napoli ci si fa più onore e credito che non dando cento concerti in Germania”

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