PIANA DEL SARNOTORRE ANNUNZIATAVESUVIANO

Basilica Ave Gratia Plena di Torre Annunziata

La basilica Ave Gratia Plena di Torre Annunziata, meglio nota in zona come Santuario della Madonna della Neve, rappresenta uno dei principali luoghi di culto cattolico dell’area vesuviana.
La sua costruzione risale al 1319 e si deve alla volontà di un feudatario locale, il principe Nicolò D’Alagno, che le assegnò il nome di “chiesa dell’Annunciata”. Questo sacro luogo è noto principalmente perché al suo interno si conserva un’antica icona della Madonna intorno alla quale ruota un’antica storia o leggenda che dir si voglia.

Secondo il racconto popolare, il 5 agosto del 1354, alcuni pescatori  Torresi nei pressi dello scoglio di Rovigliano (ai confini con Castellammare di Stabia), rinvenirono nelle loro reti un busto di terracotta raffigurante una Madonna dalla carnagione scura che recava in braccio Gesù Bambino.
Tornati al porto si generò un’accesa lite con i pescatori di Castellammare di Stabia, i quali ne rivendicavano la proprietà in quanto essa era stata ritrovata in acque appartenenti al loro territorio. Difatti chi conosce quella zona di costa vesuviana, sa bene che si trova in effetti al confine tra le due città, laddove sfocia il fiume Sarno.
Sebbene ai pescatori di Torre Annunziata fu riconosciuto dal capitano del popolo (una sorta di magistrato del tempo) il diritto di portare presso la propria città la sacra effigie, gli stabiesi s’impadronirono di questa.

photocredit giufio59 via Instagram

In una fredda giornata di gennaio però, sempre secondo la tradizione, la Madonna fu trovata nei pressi della cappella dell’Annunziata tutta coperta di neve, segno questo interpretato dai torresi come manifestazione della volontà della Madonna di stare a Torre Annunziata.

Nel corso del tempo, all’intercessione della Madonna della Neve sono stati attribuiti dal popolo diversi miracoli tra i quali in molti ricordano quello legato al Vesuvio del 22 Ottobre 1822. In tale data infatti, la città di Torre Annunziata era gravemente minacciata dalla lava che fuoriusciva dal cono del vulcano in occasione di una delle sue diverse eruzioni. Si racconta che il popolo invocò in tale occasione l’intercessione della  Madonna e che ciò fu sufficiente affinché la lava arrestasse il suo percorso risparmiando la città.

Il percorso che condusse la chiesa dell’Annunciata a diventare Basilica fu scandito dalle seguenti tappe: divenne in primo luogo abbazia sotto Carlo III di Borbone, nel 1856 venne eretta come parrocchia, nel 1953 il suo rango venne elevato a quello di Santuario della Diocesi di Nola fino a diventare Basilica nel luglio del 1979 per volere di papa Giovanni Paolo II.

Foto d’epoca della chiesa (fonte dal web)

Il suggestivo interno della Basilica si presenta a pianta a croce latina; posto di rilievo è assegnato alla Madonna della Neve, la cui icona in terracotta risalente al XIV secolo è collocata nella cappella posta nel transetto.
Ad impreziosire la parte interna troviamo esposti alcuni affreschi dell’Ottocento, mano dell’artista Achille Iovane ed una tavola risalente al XVI secolo sulla quale è raffigurata l’Annunciazione.

Ma il fiore all’occhiello della Basilica è senza ombra di dubbio l’organo a canne Giuseppe Rotelli fatto “confezionare” ad arte dal parroco don Emilio Lambiase in occasione del centenario del miracolo del 22 ottobre 1822. In tale occasione tutta la parrocchia fu oggetto di restaurazione ed in tale contesto alla città oplontina fu donato il prezioso organo che contribuì a rendere ancora più grande la chiesa.

La notevole cifra £ 100.000 necessaria a commissionare la costruzione dell’organo fu quasi totalmente donata da alcuni facoltosi, commercianti e pastai di Torre Annunziata.

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