Il curniciello, alle falde del Vesuvio la fortuna è servita

Simbolo antichissimo e vera icona pop contemporanea, accessorio di moda e numero uno tra i portafortuna, il curniciello è una vera star mondiale. Chi giunge da visitatore alle falde del Vesuvio non può resistere al suo fascino ed alla sua promessa apotropaica. Le mille declinazioni del curniciello incantano e la scelta può risultare davvero difficile. La versione più celebre è quella, vesuviana per eccellenza, in corallo rosso realizzata artigianalmente nella città del corallo, Torre del Greco, dove raccomandano debba essere Rosso Regalato e Rotto!
[ Lo puoi acquistare anche qui su uno dei siti dell’artigianato vesuviano ]

Il corno di corallo rosso richiama anche nel colore la carica simbolica intrinseca in questo portafortuna. Ci sono poi quelli di terracotta sapientemente lavorati a mano, dalle versioni tascabili a quelli imponenti ma in ogni caso e
rigorosamente tuosto, stuorto e cu ‘a ponta (ovvero rigido, storto e con la punta). E poi ci sono i quadri che ne hanno
amplificato il carattere di vera e propria icona pop, le interpretazioni che propongono un connubio, vulcanico
decisamente, con la maschera vesuviana per eccellenza, Pulcinella, oppure quelle con lo scartellato (gobbo), altro
bene augurante personaggio dell’affollato Olimpo dei portafortuna vesuviani.

Ce n’è per tutti i gusti, per tutte le esigenze e le occasioni a patto che, chi si accinge ad acquistarne uno, pensi con il cuore alla persona che lo riceverà in regalo: solo così la carica del curniciello potrà dispiegarsi in pieno aggiungendosi alla sapienza artigianale delle mani che lo hanno realizzato e all’energia della terra vesuviana che ne sublima il valore apotropaico, eredità di un passato antico e di tante culture differenti. Dalla Preistoria all’antica Grecia, dalla Cina al Medio Oriente, dal nord Europa fino all’Impero Romano infatti, le corna hanno sempre avuto un grande valore simbolico, ma è proprio in terra vesuviana che la sapienza artigianale ed il peculiare, ancestrale intreccio tra sacro e profano che permea il carattere del popolo vesuviano, ha saputo trasformare il corno nell’icona portafortuna per eccellenza, campione di quel sincretismo culturale che rende la terra alle falde del Vesuvio inimitabile. Pertanto, che sia di corallo rosso o di terracotta, di plastica o di oro, d’argento o che sia dipinto, rosso giallo colorato, artistico ma obbligatoriamente artigianale, grande o piccolo e purché sia storto come la tradizione vuole e regalato come il manuale del curniciello perfetto richiede, che lo teniate in tasca, nel portafoglio oppure sulla scrivania ovvero appeso al muro, non vi resta che credere ciecamente nel potere di questo amuleto e strofinarlo all’occorrenza. Non vi deluderà, statene certi.

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