Antonella Marano, la travel blogger del Vesuvio

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Questo mese vi presentiamo una giovane ragazza vesuviana che ha messo a frutto la sua passione per il viaggio, diventando una bravissima travel blogger e candidando il suo “The Travel Gazette” agli awards di Italy Magazine come miglior travel blog del 2014. Wesuvio l’ha intervistata per voi. Inoltre Antonella col suo blog è il sito di reportage ufficiale della manifestazione “Scrigni Vesuviani”.

Wesuvio: Il tema del viaggio ha da sempre affascinato l’uomo. Per alcuni è un’esigenza, per altri un piacere o anche una necessità. Cosa significa per Antonella Marano viaggiare?
Antonella Marano: Per me viaggiare è sorprendermi anche delle più piccole cose, guardare il panorama fuori dal finestrino e gustarsi il cambio dello scenario oltre il vetro, chiedersi come sia vivere in un determinato luogo o cosa faccia la gente quotidianamente. Viaggiare è ascoltare una lingua straniera e meravigliarsi di questa, assaggiare un piatto tipico e immergersi nei sapori che questo offre. Viaggiare è aprire la mente a ciò che è diverso, guardare dalla propria prospettiva uno stereotipo, che finirà per sgretolarsi pian piano, ad ogni battito di ciglia.

Wesuvio: Quanti viaggi hai fatto e quali ricordi con più piacere?
A.M.: Circa 25, in particolare in Europa, e quello che ricordo con più piacere è sicuramente quello che mi ha portato ad attraversare(esclusivamente con i mezzi pubblici) quella magnifica regione della Romania che porta il nome di Transilvania. Si tratta, forse, del mio viaggio preferito in assoluto, che mi ha permesso di scoprire un paese incantevole e ricco di storia, e fatto conoscere un popolo molto cordiale e ospitale, che non merita assolutamente la nomea che si ritrova.
Wesuvio: Qual è il tipo di viaggio che ami? Grandi città? Relax su isole lontane? Itinerari di trekking?
A.M.: Vivendo in Campania, che ospita litorali incantevoli, mi capita spesso di andare al mare, ma non amo stare ferma in spiaggia a prendere il sole. Solitamente, le mie destinazioni di viaggio sono le grandi capitali europee e mondiali, ma adoro scoprire anche luoghi meno conosciuti, fuori dalle solite mete, che sappiano offrire itinerari d’arte o paesaggi mozzafiato.

Wesuvio: Il viaggio ti ha cambiata, migliorata o ti ha semplicemente procurato piacere?
A.M.: Penso che il viaggio abbia influito su di me in tutti questi modi allo stesso tempo. Mi ha cambiata perché mi ha anche migliorata, mi ha migliorata perché mi ha anche regalato momenti stupendi.
Non so in che proporzioni abbia fatto ciò, so solo che è diventato un momento fondamentale per la mia vita in generale
Wesuvio: C’è un luogo che hai visitato e nel quale andresti a vivere? Perché?
A.M.: Più viaggio, più mi rendo conto che, seppur con mille difetti, non c’è paese più bello dell’Italia. Se proprio dovessi scegliere un altro luogo dove vivere, però, sceglierei la Danimarca. Ho trovato Copenaghen un luogo molto interessante e ricco di stimoli di vario genere. Inoltre, è una città dal clima mite, ricca di eventi artistici e culturali e con una particolare attenzione all’ambiente.
Wesuvio: Qual è il luogo più bello che hai visitato? Quale ti ha sorpreso di più e quale invece ha deluso le tue aspettative?
A.M.: Ho adorato la Russia, in particolare San Pietroburgo, la cosiddetta “Venezia del Nord”: si tratta di una città di una bellezza e di un’eleganza fuori dal comune, in cui le acque del Golfo di Finlandia, della maestosa Neva e dei numerosi canali arricchiscono il paesaggio urbano, già ricco di monumenti dal grande valore artistico, di scorci mozzafiato.
Come dicevo prima, invece, la Romania mi ha sorpreso molto: questa nazione ancora sottovalutata (il che forse è un bene: così, lontana dal turismo di massa, potrà conservare i suoi tratti caratteristici più a lungo di tante città che la globalizzazione ha livellato e cambiato radicalmente) ha veramente tanto da offrire.
A deludere le mie aspettative, potrà sembrare strano, ma è stata New York. Ho notato che questa città si ama ancor prima di conoscere e sperimentare in prima persona. Più che la città in sé, si ama l’immagine che, negli anni, ci è stata fornita dalla tv. A mio avviso, la Grande Mela ha molti punti a suo sfavore, e niente in più a molte altre città, anche europee, sicuramente più belle e affascinanti.

Wesuvio: Il mondo digitale cambia quotidianamente il mondo reale e il nostro quotidiano. Come è cambiato secondo te il modo di intendere il viaggio nell’era del digitale?
A.M.: La generazione Erasmus ha radicalmente cambiato il concetto di viaggio. Non mi sento in grado di dare un personale giudizio sul viaggio e sul mondo del turismo nella nostra era digitale: se, sicuramente, da un lato, questo crescente flusso di informazioni e questo livellamento dei prezzi ha aperto possibilità infinite a tanti tipi di persone che prima non avrebbero potuto viaggiare e scoprire il mondo, allo stesso modo, quasi per contrappeso, questa sempre crescente globalizzazione ha anche “livellato”, credo, la personalità di tanti luoghi bellissimi e selvaggi. Non so esattamente se tutto questo sia un bene o un male, non saprei dirlo: forse, in effetti, è entrambe le cose.

Wesuvio: Cosa pensi invece del tema del viaggio nell’insegnamento scolastico. E’ presente? Va potenziato? Che importanza potrebbe avere il viaggio nella crescita e nell’educazione delle nuove generazioni?
A.M.: La scuola, troppo spesso, dimentica l’aderenza al reale, arroccandosi in sterili accademismi o in inutili sprechi di tempo. Il viaggio, come tante altre cose, potrebbe essere una valida alternativa, uno sprono grandioso per interessare e motivare ragazzi e ragazze di tutte le età. Eppure troppo poco è usato come momento didattico: l’istruzione priva se stessa di quello che potrebbe essere un validissimo alleato

Wesuvio: Siti come il famoso tripadvisor, permettono di recensire alberghi, luoghi, strutture turistiche. Come districarsi in questo mondo senza cadere vittima di recensioni affrettate, troppo personali o, in alcuni casi, perfino fasulle?
A.M.: Come tutti, credo, uso spesso anch’io siti come Tripadvisor. Per chi è solito usare questi siti è impossibile non notare come molto spesso le opinioni espresse siano frutto di impressioni sbagliate o anche di concorrenza sleale.
Credo che il miglior modo di approcciarsi con queste nuove possibilità del digitale sia quello di avvicinarle con estrema cautela: senza dimenticare che rappresentano un’immensa opportunità(sia per le aziende che per i clienti), ma, allo stesso tempo, tenendo sempre presente che ciò che vi si trova scritto non sempre va preso per oro colato, e che, lasciandoci guidare dal buon senso e dall’intuito, si possono scoprire piccole perle che il web aveva del tutto ignorato.

Wesuvio: La rete fornisce sempre più svariate informazioni sul turismo e sui viaggi. Dai siti delle agenzie a quelli delle riviste, dai forum ai travel blog. A tuo avviso si tratta solo di quantità o c’è anche molta qualità nelle informazioni e nei contenuti diffusi da questi strumenti?
A.M.: Non sono per niente convinta che “tanta informazione” equivalga a “buona informazione”, eppure, nonostante questo, credo che, in fin dei conti, quest’abbondanza di informazioni(almeno per quello che riguarda i viaggi, visto che in altri campi la situazione è drasticamente diversa) sia qualcosa di positivo: un archivio infinito da poter consultare per lasciarsi ispirare per prossimi viaggi e scoperte

Wesuvio: Sempre nell’argomento “viaggio”, quali sono il sito, il forum e il blog (a parte il tuo) di cui Antonella Marano non riesce a fare a meno e che consiglierebbe anche agli altri appassionati di viaggi?
A.M.: Di siti e blog di viaggi ben fatti ce ne sono a volontà, c’è solo da scegliere in base ai propri gusti personali. Il mio preferito è Turistipercaso.it, ricco di ottimi consigli e piacevoli racconti di viaggio
Wesuvio: La tipologia del blog è quella che ti coinvolge in prima persona. Il tuo the travel gazette è in gara come Best Travel Blog 2014 su Italy Magazine. Come nasce la tua voglia di condividere le tue esperienze di viaggio attraverso un blog e come si fa a diventare travel blogger di successo?
A.M.: Erano già diversi anni che viaggiavo, condividendo sempre con maggiore frequenza foto ed esperienze sui social. Con il tempo ho iniziato a rendermi conto che ciò che pubblicavo suscitava qualche curiosità e risultava anche utile a qualcuno. Da qui l’idea di aprire un blog per raccontare luoghi, itinerari insoliti e dare consigli su come organizzare viaggi “fai da te” sia in Italia che all’estero.
Per quanto riguarda la seconda domanda, credo che per diventare travel blogger di successo siano necessari un grande impegno e un pizzico di fortuna!

 

Wesuvio: A tuo avviso c’è differenza tra la considerazione che riceve un travel blogger in italia e all’estero. Quanto nel nostro paese il travel blogger può diventare un vero e proprio mestiere?
A.M.: Dipende molto dai paesi: in alcuni, come gli Stati Uniti, la Germania o la Gran Bretagna, quello del travel blogger è considerato un lavoro a tutti gli effetti. Gli enti del turismo pubblici e privati sono soliti lavorare con blogger, organizzando eventi o press trip veramente interessanti, volti alla valorizzazione e alla pubblicizzazione di un luogo o di un particolare evento. In Italia, soprattutto al sud, siamo decisamente più indietro(anche se non mancano piacevoli eccezioni): quella del travel blogger è una figura che si conosce ancora poco e a cui non viene riconosciuto il giusto valore.

Wesuvio: Sul tuo blog, oltre a mostrarci e descriverci tanti luoghi europei e d’oltreoceano, ci parli spesso della tua terra, quella vesuviana. Pro e contro del nascere alla falde del Vesuvio?
A.M.: Innanzitutto, adoro la Campania, soprattutto la zona vesuviana, tanto che uno dei principali intenti del blog è quello di dare maggiore voce a questa magnifica terra, spesso troppo trascurata.
Ad ogni modo, i vantaggi del vivere alle falde del Vesuvio sono molteplici: in primis, il clima e l’ottimo cibo, per non parlare, poi, delle bellezze naturali e dell’immenso patrimonio artistico. Detto ciò, i contro, però, non mancano: le città sono prive di servizi per i cittadini e di eventi culturali(e di qualsiasi altro genere). Inoltre, si devono fare spesso i conti con problemi legati all’inquinamento e alla mancanza di lavoro

Wesuvio: Si parla tanto di rilancio della zona vesuviana e noi di Wesuvio come te con the travel gazette, cerchiamo di essere un tassello di questa rinascita. Qual è secondo te la lacuna più grande nella capacità di attrarre un numero maggiore di visitatori?
A.M.: Come prima cosa, la maggior parte delle città vesuviane non è accogliente: i centri storici sono, quasi sempre, nel degrado più totale, e mancano alberghi, sistemi di trasporto e servizi turistici. Inoltre, si tratta di città che ospitano siti archeologici quasi del tutto sconosciuti. In queste condizioni, non è difficile immaginare il perché di un turismo quasi del tutto assente.

Wesuvio: Si parla sempre più dei blog tour. Cosa ne pensi? Sarebbe utile organizzarne uno nell’area vesuviana?
A.M.: Ho un blog da poco tempo, e ancora non ho avuto modo di partecipare a un blog tour, ma ritengo che, se ben organizzato, possa essere un utile strumento per pubblicizzare un luogo.
Nella zona vesuviana in particolare, che non gode di ottima pubblicità, potrebbe essere un valido mezzo per aiutare il turismo

Wesuvio: Domanda di rito: qual è il tuo…viaggio nel cassetto?
A.M.: Adoro le storie del vecchio West e i paesaggi mozzafiato dell’Ovest americano. Il mio sogno è un on the road attraverso i grandi parchi e le ghost town degli USA.

Wesuvio: E il prossimo viaggio?
A.M.: La prossima metà sarà la Spagna, in particolare le affascinanti città dell’Andalusia, che sogno di visitare da un po’.

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