CINEMA E TEATROMODI DI DIRE E TRADIZIONIRUBRICHE

Chi era “Pascale Passaguai”?

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Mi sembri “Pascale Passaguai”! Quante volte l’avete sentita esclamare ai piedi del Vesuvio?
Senza dubbio uno dei più sui generis e particolari modi di dire tramandati e ri-tramandati nel tempo, infatti nonostante le sue origini antiche (risale al 1800) è ancora d’uso comune dalle nostre parti ed sopravvissuto fino ai nostri giorni.

Ma cosa significherà mai? Qual e’ il senso che in effetti si nasconde dietro questo modo dire? In quale circostanza ha avuto origine?

Scopriamolo insieme!

“Pascale Passaguai”, o meglio il detto “me pare Pascale Passaguai!” è un’ironica espressione tipica del napoletano e del vesuviano che solitamente si sente esclamare per mettere la capacità di una persona nel mettersi mettersi nei guai o anche nel farsi facilmente male nei suoi movimenti.

Si racconta che la genesi del nome sia ispirato a Pasquale Barilotto, noto personaggio del teatro e delle opere di Antonio Petito, ricordato come grandissimo drammaturgo italiano ed attore teatrale.
Petito è passato alla storia del teatro come uno dei più apprezzati e celebri interpreti della maschera di Pulcinella, simbolo della scena partenopea.

Sicuramente lo stesso Antonio Petito mai avrebbe immaginato che il suo “Pasquale Barilotto” sarebbe rimasto vivo nel tempo grazie al suo essere fonte di ispirazione di una delle più popolari espressioni  dialettali.

Ma come era questo Barilotto?
Si presentava come una figura farsesca che passava la maggior parte del tempo a lamentarsi. Si doleva costantemente per le disgrazie e sfortune che gli capitavano, senza riuscire a trovare una soluzione e soprattutto a reagire.

Ed il pensiero a questo punto va ad un altro storico detto diffuso nelle nostre terre….”Me pare ‘o ciuccio ‘e Fechella!

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