Lo storico sciopero dei marittimi torresi del 1959

Essere marittimo vuol dire basare il proprio lavoro sulla tradizione, su di una cultura che unisce l’ amore per il mare alla professionalità delle maestranze.
A questo si deve pensare quando si rivolge un pensiero ai nostri marittimi, non ad una semplice categoria ma ad un insieme che fonde storia, competenza e tradizione  che ogni giorno permette le connessioni sui nostri mari.

L’area vesuviana ha da sempre rappresentato il più importante bacino da cui i maggiori armatori hanno attinto per comporre equipaggi all’altezza delle proprie navi.
Tutt’oggi città come Ercolano, Torre Annunziata e soprattutto Torre del Greco, registrano tra i propri occupati il maggior numero di unità impiegate nel settore marittimo.

Ma tale categoria nel corso della sua storia ha vissuto anche momenti difficili caratterizzati da grandi lotte sindacali finalizzate alla rivendicazione di quei diritti, che per molti anni non erano stati garantiti.
E’ ancora oggi viva nella memoria, la storica rivolta dei marittimi che tra Genova e Torre del Greco nel 1959 determinò il fermo di 125 navi determinando di fatto il blocco dell’intero comparto.
L’ agitazione, che l’ 11 Giugno di quell’anno sfociò nello storico sciopero, non fu altro che il culmine di un percorso iniziato diversi mesi prima finalizzato a sollecitare il rinnovo del Contratto di Lavoro.

Nel 1959 a Torre del Greco si registravano più di 73.000 abitanti, di cui circa un quarto risultavano iscritti nelle matricole della Marina Mercantile. Fino al 1952 l’iscrizione in questi registri era vincolata a determinata condizioni: aver conseguito un diploma alla scuola marittima,  aver prestato servizio nella Marina Militare o esser figli di marittimi.

Successivamente queste condizioni decaddero dando di fatto a chiunque la possibilità di potersi iscrivere nei registri della gente di mare. Ne consegui’ un’offerta di forza lavoro di gran lunga maggiore della domanda cosi’ che sulle navi inizio’ a verificarsi un surplus di personale per cui, per poter garantire il lavoro a tutti, furono istituiti dei turni di avvicendamento.

Tale sistema, sebbene si poggiasse su di una filosofia garantista dell’ occupazione, con il passare del tempo, determino’ un inevitabile malcontento perché al periodo di occupazione, lungo circa 15 mesi, ne seguiva uno, molto lungo, di disoccupazione.

sciopero 1959

Questa rappresento’ la prima causa dello storico sciopero proclamato dai marittimi a partire dall’11 giugno 1959, nel contesto del quale la caregoria la rivendicazione dei diritti si allargo’ anche ad altri aspetti, non in ultimo alle
norme che disciplinavano il rapporto di lavoro tra i marittimi e realta’ armatoriali che non erano aggiornate da circa 40 anni.

I marittimi, consci del fatto di rappresentare la risorsa principale su cui poggiava il comparto, ne esigevano leggittimamente il rinnovo. In particolare essi rivendicavano:

– un aumento salariare del 20% ;
– la partecipazione al 20% dei marittimi del turno generale per l’equipaggiamento delle navi delle società del gruppo FINMARE costituita dalle seguenti societa’: Italia, Tirrenia, Adriatica, Lloyd Triestino.

Lo sciopero assunse i caratteri della lotta vera e propria.
I marittimi che avevano aderito allo sciopero erano di fatto “prigionieri” delle navi sulle quali erano “in forza” e per molto tempo non furono in condizione di fare avere notizie ai loro parenti. Così, dopo svariati ed invani appelli rivolti alle Istituzioni, i familiari dei marittimi e di tutti i lavoratori in lotta riusciti a tornare a casa riempirono le piazze e la protesta si fece cosi’ vera e propria rivolta a cui aderirono più di 6.000 persone

sciopero 1959

Al termine degli scontri si registrarono circa 300 feriti tra i dimostranti e circa 60 arresti.
Ma il sacrificio non fu vano!

Grazie alla “rivolta dei marittimi torresi” l’intera categoria pervenne a grandi conquiste sindacali tra cui l’indennita’ di coperta e di macchina, l’ aumento della paga, l’ incremento delle ferie e l’ aumento delle pensioni.

Una grande vittoria per Torre del Greco e per il comparto marittimo tutto.

Quei quaranta giorni del 1959 costituirono una delle pagine più gloriose per l’ intera categoria e per il movimento operaio italiano.

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