Santa Maria delle Grazie a Torre del Greco

La citta’ di Torre del Greco costituisce una delle più importanti realtà all’ombra del vulcano piu’ famoso del mondo. Essa si presenta come una delle cittadine vesuviane che può vantare il piu’ alto numero di luoghi storici ed d’arte tra i quali si riscontrano una moltitudine di chiese dalle antiche origine e con una storia tutta da scoprire e raccontare.

Tra queste troviamo la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.


Questo sacro edificio, situato all’ingresso della città presso la Porta di Capo Torre, fu eretto verso la fine del 1500 dai frati Minori Osservanti insieme all’ annesso monastero su un piccolo promontorio situato lontano da quello che allora costituiva il centro abitato della citta’ di Torre del Greco.

Tali frati erano comunemente detti “Zoccolanti” in ragione della tipologia di calzature che portavano.

La chiesa, che fin dalle sue origini era consacrata alla “Madonna della Grazie”, rappresentava il luogo di aggregazione e della preghiera per monaci anziani.

Come avvenne per la maggior parte delle chiese torresi e piu’ in generale per gli edifici storici della citta’, il destino della Chiesa di Santa Maria delle Grazie fu segnato dall’ eruzione del Vesuvio del 1794.

In occasione di tale nefasto evento, che segnò la storia di molte citta’ vesuviane, la lava ignea, che abbatte’ la vicina Porta di Capo Torre, raggiunse la chiesa ed il convento, determinando un innalzamento del livello del suolo nella parte frontale dì essi.


I Frati restarono sul luogo fino agli inizi del secolo successivo , quando decisero di andare via definitivamente.
Fu cosi’ che dal 1825 il convento, su richiesta del Sacerdote Pasquale Lombardo al re Ferdinando I, divento’ sede del Ritiro della Visitazione, con lo scopo di accogliere le tante giovani rimaste orfane in seguito all’ eruzione .
Da li’ il ritiro divenne poi Istituto di Educazione, una vera e propria scuola che poteva essere frequentata anche da ragazze esterne, a spese proprie o del Comune o dello stesso Istituto.

Negli anni che seguirono l’eruzione la chiesa fu oggetto di ristrutturazioni.
Il restauro interesso’ principalmente la parte superiore rimasta e vide la trasformazione del finestrone del secondo ordine dell’esterno nell’attuale porta d’ingresso; nel 1930, grazie al rettore don Pietro D’Amato, fu impreziosita di suggestivi affreschi opera del “pennello” del pittore Raffaele Sammarco. Gli affreschi avevano come soggetti episodi della vita della Madonna, gli Evangelisti e degli angeli.

Fu nel 1948 che divenne poi parrocchia sotto la guida spirituale dello stesso parroco D’Amato .
L’annesso convento, dalla mole massiccia e rude rude , che in seguito all’ eruzione del 1861 fu destinato ad ospitare un Asilo d’Infanzia Municipale, preserva nel chiostro posto al piano terra, nel quale si accede dalla sottostante via Madonna del Principio, diversi affreschi risalenti al settecento, raffiguranti episodi della vita di San Francesco d’Assisi che, con un appropriato restauro, rappresenterebbero un immenso patrimonio artistico per la città di Torre del Greco. Ad ogni non è possibile però accedervi a causa di uno stato di abbandono e degrado.

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