Il Vesuvio di Cristina Ascarelli

Entrare nello studio di Cristina Ascarelli è come immergersi in un attimo in una dimensione fatta di colori potenti e vividi che catturano l’attenzione. Lei ci apre le porte con il sorriso e con un caffè che dà inizio ad una piacevole conversazione. Abbiamo voluto incontrare Cristina attratti dal suo inconfondibile Vesuvio, gioioso e potente, colorato e strabordante; ci incuriosisce comprendere come una napoletana prima che vesuviana  interpreti e pensi al vulcano rispetto a chi vive alle falde del Vesuvio stesso.

Per questo gli chiediamo subito la genesi di questa passione per il vulcano.

Cristina Ascarelli: E’ un motivo che ricorre fin dagli inizi della mia avventura artistica; anche quando non era protagonista della tela, in qualche modo, sullo sfondo, era quasi sempre presente; era come una visione onirica riportata su tela, una visione che negli anni diventa sempre più vivida, sempre più prende lo spazio della composizione fino a diventarne elemento dominante

cristina ascarelli

Wesuvio: Come inizia il tuo percorso nel mondo dell’arte?

C.A.: Ho iniziato a dipingere fin da ragazza, da autodidatta, sull’onda delle emozioni suscitate in me dalla pittura di Carmelina da Capri ed ho intrapreso un percorso tutto mio rappresentando in quei primi lavori le serie delle indigene

Cristina nota subito la nostra curiosità e senza darci il tempo di chiederle di queste sue “creature” ci mostra una tela dedicata proprio a loro: “operose e suadenti figure che popolano paesaggi immaginari, nate sull’onda di una ispirazione spontanea e onirica, spesso raffigurate con delle scale; proprio le scale, le scalinate sono uno dei temi ricorrenti in questa mia prima fase, in cui in modo inaspettato le mie tele iniziano ad andare a ruba”

W: Ed inizia ad affacciarsi anche il Vesuvio

C.A: Il Vesuvio inizia a comparire più in là, i paesaggi immaginari iniziano ad assomigliare sempre più alla mia città ovvero a visioni di essa ed è qui che compare il vulcano. E’ una visone ancora marginale destinata però a divenire predominante, oltre che ad esplodere in colori sempre più forti.

cristina ascarelli vesuvio

W: Guardando i tuoi lavori si nota l’utilizzo di vari materiali. Come definisci la tua tecnica?

C.A: Dipingo solitamente in acrilico ma la curiosità mi porta sovente a sperimentare sia per quanto riguarda l’utilizzo dei materiali sia con l’inserimento di elementi inusuali all’interno della composizione; credo che questa caratteristica del mio lavoro faccia trasparire ancora di più la spontaneità e la carica vitale delle mie opere e le tele dedicate al Vesuvio sono state e restano il campo di sperimentazione massimo in tal senso.

W: Oltre al Vesuvio, nel catalogo di Cristina Ascarelli ritorna anche un altro simbolo di Napoli e di tutta l’area vesuviana, San Gennaro. Con questi temi si può di certo dire che hai anticipato ed influenzato una nuova pop art  tutta napoletana, di  derivazione warholiana ma spiccatamente partenopea, inaugurando una tendenza tuttora molto in auge…

C.A: San Gennaro è un altro simbolo con il quale mi piace giocare decostruendone e ricostruendone l’iconografia in chiave pop e con la forza del colore a me caro.  Ma in ogni caso il Vesuvio rimane il bestseller e le richieste per questo mio tema ricorrente continuano ad essere tante.

san gennaro

W: C’è qualche altra cosa che ti ispira oggi?

C.A: Mi appassiono talvolta a certi ritratti che derivano dal ritratto classico e approdano ad una rappresentazione sempre personalissima e contemporanea. Credo sia questa la chiave del mio modo di dipingere: l’approdare sempre ad una visione personale molto distintiva, frutto del mio essere e dei miei sogni che sono la linfa vitale del mio essere artista.

cristina ascarelli vesuvio

Un grazie dallo staff Wesuvio a Cristina Ascarelli non solo per l’intervista ma anche per averci condotto dal vivo nella sua bellissima esplosione artistica vesuviana.

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