Ciro Damiano, connubio d’arte e tecnologia

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Spesso si tende a distinguere il mondo tecnologico da quello artistico, la matematica dalla pittura, un’equazione da un tratto di sanguigna. Ciro Damiano, nato a San Giorgio a Cremano, ha saputo portare avanti questo dualismo laureandosi in ingegneria delle telecomunicazioni e dedicandosi al disegno dopo le sue ore di lavoro in multinazionale. Il lavoro l’ha portato sempre più lontano, trasferendosi da Napoli a Berna dopo diversi anni a Genova e Milano. Ma con se, oltre alle sue doti ingegneristiche, ha sempre portato anche l’astuccio con matite e pennelli, per non porre mai fine alla sua voglia di disegnare, anzi riuscendo addirittura a migliorare e a perfezionare la sua tecnica.
Di seguito l’intervista che ha rilasciato al nostro staff:

Wesuvio: Dall’ingegneria all’arte…chi è Ciro Damiano e come vive il suo quotidiano intrecciato tra lavoro tecnologico e passione artistica?
Ciro Damiano: Mi considero un “nerd” ma con una grande passione per l’arte. Mi è sempre piaciuto studiare la matematica, ma mi piaceva molto anche disegnare, forse perché contrariamente alla matematica non dovevo studiarlo ma mi riusciva naturale. A un certo punto della mia vita ho dovuto fare una scelta e ho messo l’arte un po’ da parte.
Da qualche anno che ho ripreso a disegnare però riesco a vederla anche con più maturità.
Il lavoro mi ruba parecchio tempo ogni giorno e così posso dedicarmi a disegnare soprattutto nel weekend o la sera dopo il lavoro

W: Tecnologia e arte possono sembrare due treni che viaggiano su binari diversi e divergenti, ma c’è anche “qualcuno” come Steve Jobs che definì l’una imprescindibile dall’altra…come vivi questo dualismo?
CD: Beh in realtà tecnologia e arte hanno due cose in comune, ma che sono fondamentali e cioè la creatività e la curiosità. Per essere un artista o un genio visionario devi pensare in modo creativo a cose a cui gli altri non hanno ancora pensato. E puoi farlo solo se ti chiedi il perché delle cose. Nel mio lavoro devo chiedermi come mai le cose funzionano in un certo modo e il perché e questo aiuta anche la mia creatività. Che poi cerco di mettere in pratica disegnando.

W: Parlaci della storia riguardo la tua passione artistica. Dove e quando nasce? Come si è alimentata e soprattutto perfezionata?
CD: Fin da piccolo sono sempre stato molto portato per il disegno, se avevo un matita in mano dovevo fare qualcosa. Ma i miei genitori non ritenevano l’arte così importante, così la mia tecnica l’ho sviluppata quasi essenzialmente da autodidatta. Da bambino ovviamente sporcavo solo di colore qualsiasi cosa, poi ho cominciato a sperimentare e cercare di essere sempre più preciso. Solo negli ultimi anni ho preso delle lezioni perché sentivo che mi mancava qualcosa

W: C’è una tecnica che prediligi e che vorresti imparare o migliorare?
CD: A me piace molto usare i pastelli e gli acquerelli. Ma di tecniche c’è ne sono tante e ce ne sono molte che vorrei imparare, come ad esempio il fumetto o migliorare la pittura ad olio

W: C’è qualcuno a cui ti ispiri?
CD: Il mio artista preferito è Monet e gli impressionisti in generale per rimanere nell’ambito della pittura. Nel campo del disegno mi piace tantissimo Milo Manara e il maestro Hayao Miyazaki.

W: Intanto da poche settimane è online il tuo blog (cerozart.altervista.org) dove è possibile ammirare qualche realizzazione artistica, così come sul tuo profilo instagram, la pagina fan su facebook e sulla community grafica behance. Quando e per quale motivo hai deciso di mostrare la tua arte sul web?
CD: Beh in realtà ho cominciato a pensare che i miei lavori potessero interessare quando per curiosità ho postato qualche foto sul mio profilo Facebook e ho visto che i miei amici apprezzavano e mi chiedevano di poter fare questo o quel disegno. Poi c’è anche chi mi ha detto “Perché non li fai vedere a qualcuno? Il talento ce l’hai”. Allora mi sono deciso a provare a fare un progetto un po’ più ampio e mettere in mostra quello che faccio non solo ai miei amici. Spero che i miei disegni vengano visti di più e perché no, magari essere notato da qualcuno

W: Ultimamente ti stai dedicando anche alla fotografia. Per poter scattare foto-ricordo migliori o perché riscontri in essa qualcosa di legato all’espressione artistica?
CD: L’interesse per la fotografia è nato perché volevo scattare delle foto nitide ai miei disegni da poter utilizzare per il mio blog. Poi ho visto che mi aiuta anche nel disegno. Primo perché partire da una foto nitida ti aiuta molto a capire le luci e le ombre, secondo perché in realtà la fotografia non è altro che catturare luci e assenza di luce, che poi è quello che si fa anche con il disegno. Disegnando non faccio altro che fotografare con un matita.

W: Ritornando alla tecnologia, anni di esperienza nella sede italiana di una multinazionale ed ora da qualche mese ti ritrovi a Berna. Anni fa, un tuo concittadino d’eccezione, in “Ricomincio da tre”, alla domanda “Emigrante?” rispondeva “No, no, anzi, a Napoli avevo anche un lavoro, sono partito così per viaggià, per conoscere”. Ciro si sente più emigrante o più desideroso di conoscere?
CD: Entrambe. L’amarezza è che il nostro paese si sta facendo sfuggire tanti giovani talenti, in tutti i campi, che in Italia non hanno modo di potersi mettere in luce rimanendo sempre nell’anonimato.
Io sono andato via perché mi sentivo bloccato in una situazione che non mi faceva andare ne avanti ne indietro. Avevo bisogno di un lavoro più stimolante che nessuno in Italia era stato capace di offrirmi, o voleva offrirmi. Però nella mia scelta c’è stata anche tanta curiosità nel capire come funzionano le cose fuori e avere l’opportunità di conoscere un’altra realtà

W: Il viaggio resta in ogni caso una tua passione. Sappiamo che nell’ultimo anno hai macinato ore d’aereo per ritrovarti due volte nell’estremo Oriente in viaggio solitario. Come mai questa decisione e come hai vissuto questa esperienza?
CD: Avevo già viaggiato da solo in precedenza ma in Europa. La mia prima meta è stata il Giappone perché era da una vita che desideravo vederlo. Prima di partire ero emozionato e impaurito allo stesso tempo ma si è dimostrata un’esperienza meravigliosa. Quando viaggi da solo puoi contare solo su te stesso e questo ti porta ad essere più aperto ed apprezzare altre culture. E a conoscere tante persone.
La seconda meta è stata L’Indonesia. Un viaggio diverso ma alla scoperta di un popolo meraviglioso

W: Hai in programma altri viaggi? E perché proprio in quei posti?
CD: Vorrei visitare tanti posti, Sudamerica, Alaska, Messico…. Nell’immediato sto costruendo l’itinerario di un futuro viaggio in Islanda. Vorrei scoprire posti dove posso essere più a contatto con la natura selvaggia e incontaminata.
Inoltre mi piacerebbe fare un giorno un viaggio in solitario in bicicletta, magari proprio in Sudamerica

W: In un cassetto un po’ stretto devi conservare un solo sogno. Ingegneristico o artistico?
CD: Senza dubbio artistico. Ti dirò di più. Mi piacerebbe creare una graphic novel ambientata nella mia città, magari con un mix di presente e tradizione

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