CINEMA E TEATRORUBRICHE

Annunciazione Annunciazione!

“Natività”, meglio conosciuto come “Annunciazione Annunciazione!” è un famosissimo sketch di Massimo Troisi e del suo famoso trio comico la Smorfia.

Lo sketch fu proposto per la prima volta in televisione nella nota trasmissione televisiva degli anni ’70 dal titolo “No Stop”. La trama, che ricalca i momenti in cui l’ Arcangelo Gabriele annuncia a Maria che avrebbe avuto il privilegio di dare alla luce il figlio di Dio, è estremamente semplice.

In questo sketch formidabile, passato in maniera indelebile agli annali della cineteca nostrana, Massimo Troisi interpreta la parte della consorte di un povero pescatore. La donna viene coinvolta in maniera del tutto causale e per un evidente e grossolano  errore nella scena dell’Annunciazione.
Infatti l’Arcangelo Gabriele, interpretato da un esilarante Lello Arena, pressoché semi-cieco, la confonde per Maria, la futura madre di Gesù Bambino.
A confondere le acque ed ad alimentare inevitabilmente l’equivoco contribuisce anche un Cherubino, interpretato da un giovanissimo Enzo De Caro, che Troisi, alias Maria, confonde per un venditore di libri.

Con queste premesse la comicità e le risate sono assicurate!

Ma perché lo sketch è ricordato come “Annunciazione Annunciazione!” ?

Il merito (se così si può dire) è tutto di Lello Arena. Durante i numerosi ingressi in scena l’Arcangelo Gabriele, in maniera “chiassosa” ripete :
“Annunciazione! Annunciazione! Tu Marì Marì fai il figlio di Salvatore. Gabriele t’ha dato la buona notizia. Annunciazione! Annunciazione!”.
Il tutto goffamente sottolineato dal suono “sfiatato” di una trombetta e dallo sbattere violento delle scarpe sul pavimento.

Cosa ha ispirato il trio comico La Smorfia ha rappresentare in chiave comica uno degli eventi biblici più famosi della Storia?

Il vero artefice di questo straordinario sketch fu Troisi. Massimo era cresciuto in una famiglia molto religiosa ed estremamente vicina all’attività parrocchiale di San Giorgio a Cremano. In particolare sua madre era molto attenta ad educare Massimo secondo i principi della religione cattolica .

Avvenne in seguito che alle scuole elementari, Troisi si ritrovò come insegnante un sacerdote di altri tempi, quelli “tutti d’un pezzo”. Si trattava di un “omone” grande e grosso, con una massiccia e grande voce stentorea.
Il sacerdote raccontava spesso di episodi del Vecchio e Nuovo Testamento e ogni qualvolta lo faceva, gridava a voce alta e teatralizzata i passaggi fondamentali dei vari episodi…e tra questi, vi era anche “Annunciazione! Annunciazione!”.

Massimo Troisi, influenzato pertanto dalla presenza nella sua infanzia da educatori religiosissimi, in qualche modo “esorcizzò” interiormente questa esperienza educativa, ideando così questo ad altri sketch comici (riscontrabili successivamente anche nei suoi capolavori cinematografici) nei quali, con l’ ironia, il tatto e la delicatezza che solo i grandi artisti hanno, portò un po’ all’eccesso taluni aspetti e paradossi della religione.

Un pensiero su “Annunciazione Annunciazione!

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